Come è fatto un motore elettrico softair per airsoft gun?

Come è fatto un motore elettrico softair per airsoft gun?
Alcuni si chiedono come sono fatti questi motori elettrici per armi da softair, essendo un argomento molto tecnico, non è facile reperire informazioni specifiche al riguardo. Ma su softair.blog lo si può trovare; ecco allora qualche cenno tecnico che può aiutarti a fare chiarezza…

I motorini elettrici impiegati nelle armi da softair sono alimentati in corrente continua (la fonte energetica delle armi stesse infatti, è fornita da batterie che – ovviamente – forniscono corrente continua e non alternata). Nella quasi totalità dei casi si tratta di motori a spazzole, anche se nulla impedisce ai costruttori di utilizzare motori brush-less controllati in tensione trifase, ma questo è un discorso che magari affronteremo in futuro.

Ora vediamo come sono costruiti i motori elettrici per softair:

Magneti permanenti: si tratta di elementi statici, fissati all’interno del motore e che costituiscono il campo magnetico (permanente) che serve al funzionamento del motore. I magneti possono essere di tipo ceramico o al neodimio, materiali impiegati anche sui trasduttori audio (altoparlanti), la loro “forza” magnetica si ripercuote anche sul momento torcente (coppia motrice) del motore stesso.

Rotore: è la parte rotante del motore, questa include tutti gli avvolgimenti di filo (quasi sempre di rame, potenzialmente anche di alluminio) ed il collettore. Il collettore ha (almeno) 3 placche conduttive (generalmente di rame) sulle quali strisciano le “spazzole”, i conduttori elastici che forniscono tensione e corrente al motore elettrico. Il collettore ha la funzione di commutare quali avvolgimenti devono essere alimentati durante la rotazione del motore, funzione senza la quale, non avverrebbe alcuna rotazione ma un posizionamento statico dell’avvolgimento rispetto al polo magnetico più vicino.

Spazzole: sono tra gli elementi di maggiore usura in quanto sono soggetti a due tipi di deterioramento; uno per effetto degli strisciamenti sul collettore (attriti) ed uno di erosione elettrica dovuta alle correnti di commutazione relativamente alte (che creano surriscaldamento per effetto Joule) ed ai micro archi voltaici che si creano in fase di commutazione, anche per via delle extra-tensioni inverse che avvengono nella fase di OFF di tutti i carichi induttivi (tra i quali rientra certamente un motore elettrico a spazzole). Anche il collettore citato pocanzi è soggetto alle medesime dinamiche di deterioramento. Le spazzole sono collegate ai cavi di alimentazione del motore stesso.

Supporti albero: sono gli elementi che tengono centrato il rotore attraverso il proprio alberino (generalmente di acciaio) e sui quali ruota l’alberino stesso. Il sistema più diffuso è composto dalle bronzine (per via dell’ottimale coefficiente di attrito che esiste nell’accoppiamento dell’acciaio con il bronzo, esattamente come avviene nei supporti di banco e supporti di biella dei tradizionali motori a combustione interna). Altro sistema, più costoso e riservato a motori elettrici ad alte prestazioni, sono i cuscinetti a rotazione di sfere o supporti con elementi ceramici. I supporti devono infatti assorbire meno energia possibile dal motore (per ridurne perdite e ridurre usura.

Caratteristiche tecniche: le principali caratteristiche tecniche dei motori elettrici per softair sono dati dalla velocità di rotazione (indicata in giri al minuto), dal tipo di albero (albero lungo, albero corto), tensione di alimentazione (indicata in Volt), corrente massima (indicata in Ampere). Altre indicazioni sono puramente commerciali ed hanno lo scopo di classificare il tipo di motore, come ad esempio “hight torque”, che significa alta coppia, valore che rappresenta il momento torcente e che raramente è indicato, si misura in Nm (newton per metro), valore che avrete sentito nominare spesso nelle riviste di auto. La coppia torcente indica la forza equivalente di un determinato peso (espresso in Newton) applicata ad una leva lunga 1 metro e collegata ad un albero rotante. In passato, questo valore era espresso in Kg/m (chilogrammi su metro) ed aveva lo stesso significato, pur con una diversa unità di misura. Un kg equivale infatti a 9,8 Newton.

Questo in sintesi, è come è realizzato un motore elettrico per softair ed il suo funzionamento.

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