Tipologia di armi da Softair

Le armi da Softair sono repliche più o meno fedeli delle armi leggere e si suddividono in due categorie principali:

ASG a molla rinforzata, che sparano con una molla collegata a un pistone rilasciato al momento dello sparo;

AEG che sparano con una molla azionata da un motore elettrico che dà la carica e la assorbe con un accumulatore elettrico inserito nel fucile stesso. In questo modo il pistone agisce velocemente e simula le armi automatiche o semi automatiche.

Oltre a questa suddivisione le armi da Softair sono caratterizzate anche da diversi meccanismi di fuoco:

elettrico: l’arma funziona con un motore alimentato da una batteria con ingranaggi che spingono una molla che, a fine corsa e grazie all’aria compressa, espelle il pallino. Le armi elettriche sono le più usate nel softair e le più performanti e si dividono in NiMH, LiFe e LiPo: si tratta di tipologie che differiscono per uso, prestazioni e tempo di carica;

a gas: si tratta del sistema usato per la replica di pistole, fucili di assalto e di precisione. Non sono previsti ingranaggi o molli ed è il gas con la sua forza ad espellere il pallino. In questo caso si usa Green Gas, miscela che simula la polvere da sparo, o CO2. Il primo permette di preservare la replica, ma non funziona con temperature inferiori ai 15°C. Il sistema a CO2 prevede una maggiore manutenzione, ma si può usare con ogni temperatura. Il sistema a gas è scarrellante e simula il movimento di carrello e otturatore durante lo sparo;

–  manuale: in questo caso il pistone è mosso da una molla e l’arma spara un pallino alla volta. Questo sistema si usa per simulare l’azionamento dei fucili Bolt-Action.

Vediamo ora qual è la diffusione del Softair in Italia e quali sono i principali campi di gioco messi a disposizione dei softgunner da istituzioni pubbliche e privati.

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