Softair e ricariche gas, per la giusta spinta al tuo pallino

Il concetto alla base delle armi softair è molto simile a quello delle armi tradizionali. Simile ma non identico, visto che differisce in maniera evidente nel sistema propulsivo utilizzato per lanciare il proiettile.

In un arma tradizionale, il lancio del proiettile avviene tramite “l’esplosione” dell’innesco. Questa prima deflagrazione, dà il via al “processo di sparo” che termina con l’espulsione dell’ogiva.

Nelle armi da softair, in cui non è presente alcun componente deflagrante, l’azione del lancio del pallino avviene tramite una “spinta” data da un meccanismo meccanico o da un gas compresso.

Questo secondo sistema è normalmente quello più utilizzato, in quanto permette di mantenere una geometria dell’arma semplice ed è facilissimo da “ricaricare”.

Softair e ricariche gas

Le ricariche gas per il softair sono vendute in piccoli tubetti (bombolette). Con una bomboletta, si possono sparare fino a 60 colpi.

La bomboletta di gas per il softair non è ricaricabile e consiste normalmente in un tubetto (con una forma vagamente simile a quella di una bottiglietta) il cui “tappo” viene bucato da un ago preposto presente nella nostra arma.

La foratura è sigillata da un “tappo mobile” e da una o più guarnizioni. Nel momento dello sparo, questo “tappo” si apre ed il gas esce immediatamente dalla bomboletta nella quantità necessaria e va a “spingere” il pallino da softair nella direzione in cui stiamo mirando. La pressione del gas è molto alta e questo dà una buona velocità e spinta al pallino da softair.

Gas per softair, su quali armi?

Sono svariate le tipologie di armi su cui è possibile utilizzare il gas come propellente. Pistole a gas, pistole a CO2 e fucili a gas sono quelli più comuni. 

Gas per softair, le tipologie

I gas per softair sono normalmente di due tipi; il CO2 ed il Green gas.

Il primo soffre meno le basse temperature, è quindi più adatto se prevediamo di effettuare delle sfide anche a temperature fresche o fredde. Presenta però costi di esercizio maggiori, sia per il costo delle bombolette, sia per un degrado e possibile necessità di sostituzione dello spillo “buca bomboletta” e relative guarnizioni.

Il green gas è invece meno costoso e più semplice da gestire, visto che è fornito anche in bombole più grandi con cui ricaricare il serbatoio interno all’arma, ma, soprattutto con gas di non eccelsa qualità soffre le basse temperature ed è solitamente meno potente del CO2.

Come si può capire, entrambi i gas hanno pro e contro e dipendono da molti fattori. In linea generale, il consiglio è di partire dalla scelta dell’arma e del materiale con cui è realizzata (full metal o meno) e solo dopo scegliere il gas migliore per la nostra configurazione ed esigenza.


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